Thursday, May 9, 2019

Elettricità nell’aria


(photo by Rahul)
Una settimana fa è scoppiata la lampadina nel bagno. Non semplicemente fulminata, ma esplosa in mille pezzi, schegge taglienti finite nella lavatrice, nei croccantini del gatto, nel corridoio. Ma è già la seconda volta che mi succede una cosa del genere: pochi mesi fa una lampadina si è spenta mandando per tutta la camera spruzzi di scintille bianche degni di Capodanno.

A week ago a lightbulb exploded in my bathroom. It didn’t just go out but rather burst into a thousand pieces, sharp shards ending up in the washing machine, the cat’s kibble, the hallway. But it’s already the second time that something like this has happened: a few months ago a lightbulb went out showering the guest room with white sparks in a show worthy of the Fourth of July.

C’è elettricità nell’aria. La vedo, la sento. E scientificamente infatti c’è, soprattutto in una giornata ventilata come oggi, perché il vento riempie l’aria di ioni che hanno una carica elettrica che porta irritabilità, ansia, allergie. Per quella legge della natura secondo la quale le cose non sono sempre quelle che sembrano, o magari per uno scherzo linguistico, sono proprio gli ioni caricati positivamente che risultano negativi alla nostra salute fisica e mentale. Ma gli ioni positivi non sono sempre stati così. Come Darth Vader, prima erano integri, atomi tutti di un pezzo, ma poi hanno perso un elettrone e abbracciato il lato oscuro. Incattiviti forse per quella dolorosa perdita, strisciano fuori dai computer, forni a microonde e tubi di scappamento, per schizzare squilibrati nell’aria. E noi letteralmente li ingoiamo.

There’s electricity in the air. I can see it, I can feel it. And, scientifically speaking, it is in the air, especially on a windy day like today, because wind creates electrically charged ions, which in turn cause irritability, anxiety, allergies. According to that natural law by which things are not always as they seem, or perhaps it’s just one of those linguistic tricks, it’s the positively charged ions that have negative effects on our physical and mental health. But positive ions were not always this way. Like Darth Vader, they used to be stand-up guys, real wholesome atoms, but then they lost an electron and embraced the dark side. Hardened by their painful loss, they slither out of computers, microwaves and exhaust pipes to run amok in the air. And we swallow them, literally.

Per fortuna, come succede nella migliore tradizione hollywoodiana, arrivano – dai boschi, dal mare o dalle cascate d’acqua – i buoni, gli ioni negativi, per neutralizzare i cattivi con una sola sciabolata di carica negativa che li fa perdere ogni forza e cadere a terra.

Fortunately, just like in Hollywood, the good guys turn up. Negative ions rush in from the forests, beaches and waterfalls to neutralize the baddies with their negative charge, a single blow of which drains them of all their power and makes them fall to the ground.

Mi chiedo se tutto questo c’entra qualcosa con le lampadine di casa mia. E in effetti, gli ioni non assomigliano, secondo le illustrazioni scolastiche, a delle minuscole lampadine elettriche? Forse c’è stata una perdita di qualcosa nel proprio nucleo, un rovesciamento dell’equilibrio del cuore, e non possono più essere le stesse di prima. Lampadine in preda a un profondo cambiamento, lampadine in crisi.

I wonder if all this might have something to do with the lightbulbs in my house. And actually, if you look at a school textbook, don’t you think ions look a bit like tiny lightbulbs? Maybe they lost something deep within their nucleus and there is turmoil within their hearts, and now they can't go back to being who were before. Lightbulbs going through a sea change, lightbulbs having a meltdown.

Ma non è detto che le lampadine siano come gli ioni cattivi, perché nemmeno gli ioni buoni sarebbero tali se non fossero prima passati attraverso un processo di trasformazione. Anche loro prima erano atomi normalissimi, senza instabilità ne’ complicazioni, che però ad un certo punto hanno subìto uno sconvolgimento, dovuto a fattori esterni, atmosferici, acquisendo un elettrone in più. E dunque ciò che li ispira, ciò che gli accende l’anima e la voglia di migliorare il mondo, è il cambiamento. Lo ione è definito proprio dal movimento: deriva dal greco ienai, “andare”. Sono atomi irrequieti.

And yet who’s to say that lightbulbs are like bad ions? For not even the good ions would be good if they hadn’t first undergone a process of transformation. They too used to be perfectly normal atoms, without any worries or signs of instability, who then, at some point and for whatever external, atmospheric reasons, experienced an upheaval by gaining an electron. And so what drives them, what fires them up and makes them want to make the world a better place, is change. An ion is defined by movement: it comes from the Greek ienai, “to go”. Ions are just restless souls.

Alla fine, l’unica storia che vale la pena di raccontare è l’evoluzione dell’essere. Per questo, aspetto con gioia la terza volta che una lampadina mi esplode, come un’epifania, sopra la testa, facendomi testimone della sua dolorosa ma spettacolare metamorfosi. Tre, nei racconti antichi come anche nella natura, è il numero magico. E poi non c’è due senza tre.

In the end, the only story worth telling is the story of the evolution of the self. That’s why I joyfully await the third time a lightbulb explodes over my head, like an epiphany, so that I can witness its painful but spectacular metamorphosis. Three, in ancient stories just as in nature, is the magic number. And the third time’s a charm.