Tuesday, March 7, 2017

Caro Roberto


Roberto Saviano

Caro Roberto


You’re awesome. (Sorry for being overly colloquial, I’m American.) I haven’t even finished reading La paranza dei bambini (Feltrinelli, 2016) and I can already say that you’re awesome. I like the rawness of your story about little Neapolitan punks who aren’t afraid of the Mafia, or of death for that matter. I like your masculine straightforwardness: without beating around the bush, you go straight for the jugular with singularly chosen words. I like how you break off sentences without warning, at just the right moment. It’s effective. Very effective.


Sei un grande. (Scusa il tu, sono americana.) Non ho neanche finito di leggere La paranza dei bambini (Feltrinelli, 2016) e posso già dire che sei un grande. Mi piace la crudezza di questa tua storia di ragazzini napoletani che non hanno paura di nessun boss, figuriamoci della morte. Mi piace la tua schiettezza virile, senza mezzi termini, con parole ben scelte che vanno dritto al bersaglio. Mi piace il tuo modo di troncare le frasi inaspettatamente, al momento giusto. Fa effetto. E tanto.

Reading your novel has made me think about what it means to be a man – about the violence, power and greed that make the world go round. I’m a mom to two little boys and, despite their teariness, they wrestle, compete, roar. I stand around and watch them in awe. I was surrounded by the same amount of testosterone when studying at the “Orientale” in Naples – young intellectual men that I envied for the way they didn’t get hung up on things, for their mastery of the art of cursing, their freedom of thought and life choices, their innate understanding that they could create something, anything – only to destroy it. I envied their yang, their inner Shiva.

Leggendolo mi ritrovo a riflettere su cosa significhi essere maschio – sulla violenza, il potere, l’avidità che fanno girare il mondo. Sono mamma di due maschietti e, nonostante le lacrimucce, ruzzolano, gareggiano, ruggiscono. Li osservo meravigliata, incuriosita. Ero circondata da una simile quantità di testosterone quando frequentavo l’Orientale di Napoli – giovani intellettuali di cui invidiavo l’assenza di ingrippi, l’arte della bestemmia, la libertà di pensiero e di scelte di vita, l’innata consapevolezza di poter fare e disfare a piacere, creare a distruggere. Lo yang, Shiva.

Maybe that’s why I like your hooligan protagonist, Nicolas. And because I like him, I’d like to find out more about his motives. I’d like more stream of consciousness; I’d like to know that someone like him, who knocks over strollers parked on the sidewalk, has a consciousness. I’d like to see more scenes with his seemingly normal family, dialogues with his girlfriend Letizia, observations about those narrow streets so close they could “kiss.” I’d like to understand if his dismal neighbourhood is to blame for his violence, or perhaps the absence of good male role models, or television, or karma, or hormones in the chicken. I’d like to know if something has changed in our modern world or whether it’s just the same old tune over and over again since the time of the Neanderthals.

Forse sono queste qualità a rendermi simpatico il tuo teppista-protagonista, Nicolas. E poiché mi piace, vorrei approfondire di più le sue motivazioni. Vorrei più flusso di coscienza, vorrei sapere che lui – che con lo scooter urta passeggini sul marciapiede – una coscienza ce l’ha. Vorrei vedere più scene in famiglia (a quanto pare, normalissima), dialoghi con la fidanzata Letizia, osservazioni dei vicoletti così vicini da “potersi baciare.” Vorrei capire se quel quartiere degradato è da biasimare per la sua violenza, oppure piuttosto l’assenza di buoni modelli di riferimento maschili, o la televisione, o il karma, o gli ormoni nel pollo. Vorrei sapere se è cambiato qualcosa nel mondo di oggi oppure se è sempre la stessa vecchissima canzone che si ripete a tormentone sin dai tempi dei Neanderthal.

Maybe you don’t know either and that’s why you write about these things. I too write in order to unravel the mysteries that dog me in my own life. Therefore, I don’t expect or demand that the final pages of your book will be able to answer the question: what is a man? Because if you pull that one off, you’re not just awesome, you’re a god.

Forse non lo sai neanche tu ed e per questo che ci scrivi. Anch’io scrivo per tentare di sbrogliare quei misteri che mi tormentano nella vita. Quindi non mi aspetto e non esigo che le ultime pagine del tuo libro mi daranno una vera e propria risposta alla domanda, cos’ è un uomo? Perché se lo fai, non saresti solo un grande, ma un dio.


Sincerely, / In fede, Heddi Goodrich