Monday, August 18, 2014

My new query letter Part 1



On your next trip to Italy, whatever you do, don’t go to Naples. Any guidebook will tell you so. Because in Naples you might lose your wallet, your way, and possibly even your heart.

La prossima volta che vai in viaggio in Italia, qualunque cosa fai, non andare a Napoli. Qualsiasi guida turistica ti darà lo stesso consiglio. Perchè a Napoli potresti perdere il portafoglio, la strada, e perfino il cuore.

Naples has managed to transform me from Heddi, a naïve high school exchange student from the Maryland suburbs, to “Eddie,” a well-travelled, intensely curious polyglot enrolled at the centuries-old “Orientale” University. Bruno is a quietly perceptive geology major with big dreams, whose only defect is hailing from a wolf lair of a local village. It’s a match made in the Spanish Quarter, that ghetto we out-of-town students call home, sewn together with spiderwebs of laundry, serenaded with Camorra shootouts, and paved with volcanic cobblestones as slippery and pockmarked as sucked candies – all washed clean by the hot Saharan scirocco. We fall abruptly, feverishly in love…
 
           Napoli mi ha trasformata da Heddi, ingenua scolara in scambio culturale dalle periferie di Maryland, a “Eddie”, poliglotta e viaggiatrice di una intensa curiosità iscritta all’antico Istituto Universitario Orientale. Bruno, sognatore taciturno e perspicace, è iscritto a geologia e ha un’unico difetto – quello di provenire da un covo di lupi in provincia. È un amore nato nei Quartieri Spagnoli, il rione che per noi studenti fuori sede è diventata ormai casa, una casa cucita con ragnatele di panni stesi, risonante di sparatorie tra camorristi, e lastricata di basoli vulcanici scivolosi e butterati come caramelle succhiate – il tutto ripulito dal caldo scirocco sahariano. Inaspettatamente, come colti da una febbre, ci innamoriamo 

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